30 Nov, 2006

Fare le rane / To the frog pond

Inviato da Typesetter 21:14 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (2) | Lana

Ve lo ricordate questo? Do you remeber this?

Canotta arancione

Stamattina è tornato al suo stato di gomitolo. C'era qualcosa che non mi convinceva e l'ho lasciato lì, non finito, per mesi. Stamattina l'ho preso in mano, l'ho tolto dal ferro e... Troppo largo. Che cosa faccio llora con 200 grammi di cotone con tensione a 20 punti × 10 cm
This morning It went back to its ball state. There was something that looked wrong, so I left it unfinished and untouced. This morning I took it off the needle and... Too large. So, what to do with pure cotton witha tension of 20 st to 4 inches?


30 Nov, 2006

I generici spiegati a una nonna

Inviato da Typesetter 11:42 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (45) | Generale

Da qualche tempo, per i suoi problemi di pressione e colesterolo, a mia nonna è stato oridinato di prendere una compressa di Tritina da 250. Stamattina, rientra dalla spesa in farmacia e la sento che tira saracche e si fa cadere gli occhiali nel frattempo. Che succede?
«Il farmacista ha sbagliato a darmi una meedicina!».
Vado a vedere.
«Ecco, vedi? Questa ha la scatola marrone e c'è scritto Astrusopharm, questa invece è rossa e c'è scritto Montesacro. È diverso!».
«No, guarda qui. Qui c'è scritto Tritina 250 e qui c'è scritto sempre Tritina 250. L'ingrediente che c'è dentro è lo stesso».
«???».
«È come con lo zucchero. Quando compri mezzo chilo di zucchero semolato non guardi se è Eridania o Novara Zuccheri: guardi che sia mezzo chilo di zucchero semolato anziché mezzo chilo di zucchero di canana. Queste due scatole sono fatte da ditte diverse, ma è sempre zucchero semolato».

Ok, basta che adesso non si metta a prendere una cucchiaiata di zuchero al posto della pastiglia!


29 Nov, 2006

Les feuilles mortes

Inviato da Typesetter 17:16 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (20) | Fotografie
Rosso 1

E qui ce ne sono altre.


29 Nov, 2006

Sirupy!

Inviato da Typesetter 17:03 | Permalink Permalink | Comments commenti (1) | Trackback Trackbacks (4) | Cibo

Nel frigorifero ci sono sempre, da anni, una bottiglia di bibita frizzante al pompelmo e una di succo ACE o simili. Niente altre porcherie, il resto è acqua (naturale) o vino. Ma quelle due porcherie lì ci sono sempre. Il pompelmo lo beve la nonna al pomeriggio se ha sete e lo bevo io la sera, prima di lavarmi i denti e andare a letto. L'ACE lo beviamo tutte: io al amttino prima di uscire. Di solito è ACE rosso, occasionalmente classico, due o tre volte l'anno è un multivitaminico alla frutta esotica. Non so per quale motivo mia nonna di tanto in tanto lo compri, perché quando compra quella bottiglia poi sappiamo che la bottiglia stessa soggiornerà in frigorifero per un po' e finirà svuotata nel lavandino dopo un paio di settimane. La verità è che quel succo lì fa schifo a tutte. È dolce e sciropposo

Ecco, riconosco le mattinate sbagliate perché apro il frigorifero, afferro la bottiglia blu, verso, porto alle labbra e BLEAH!

(Sì, lo so. adesso mia madre scriverà che a lei magari piace pure. Ma BLEAH!)


28 Nov, 2006

Dismiscelatore

Inviato da Typesetter 14:50 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (43) | Generale

Quyando ero bambini, alla fine degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, i miscelatori monocomando erano una novità fantascientifica. Che al posto di due rubinetti si potesse miscelare l'acqua con una leva pareva quasi impossibile.
«Ah, il miscelatore è difficile da usare!». «Già, e poi sono fragili, si rompono in fretta». «E costano, signora mia, costano!»,
Poi qualcuno lo installava, incantato dalle miracolose possibilità tecnologiche di quella leva. E gli ospiti cercavano scuse per andare in bagno a vedere quel miracolo della tecnica.

 (continua)

27 Nov, 2006

Parapoesia

Inviato da Typesetter 19:49 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (27) | Libri e cultura
Silvia, rimembri ancor quell'albero a cui tendevi la pargoletta mano che d'in sulla cima della torre antica passero solitario alla campagna alto e schietto và da Bolgheri a San Guido in duplice filar all'ombra dei cipressi e su le tamerici salmastre e riarse, e dentro l'urne antiche dall'Alpi alle piramidi e dal Manzanarre al Reno urla e biancheggia il mar portando colui che non ritorna.

27 Nov, 2006

E se anche gli uomini partissero da sé?

Inviato da Typesetter 19:22 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (143) | Politica

Ho letto questo, e questo, e questo e anche questo. E tutti i commenti allegati. Quelli degli uomini con attenzione. E il numero 13 di mafe nell'ultimo articolo, a cui rispondo.

Mafe dice: «In quanto atea che crede che il femminismo sia superato, reputazione distrutta in un solo post :-)».

In quanto atea che crede fortemente che il femminismo sia non già superato ma intensamente necessario oggi più ancora che ieri, in termini di riflessione e di pratica del partire da sé (quello che mafe ha fatto nei suoi post è esattamente questo, che lei lo chiami con un altro nome: una riflessione fatta a partire dalla sua esperienza e tesa alla condivisione e all'elaborazione collettiva) sono non stupita ma comunque divertita da parte delle risposte maschili: risposte che ancora una volta sottolineano la mancanza di volontà da parte della maggior parte dei maschi di iniziare un percorso parallelo a quello delle donne (e, sì, interno al movimento delle donne!) di analisi di noi stesse e della società mediante, appunto, un'analisi fatta partendo da sé.
Fintantoché gli uomini non cominceranno a porsi delle questioni guardandosi dentro e non limitandosi a guardare fuori, a quello che fanno gli "altri" (questa fantasmatica entità da cui tutti noi teniamo così tanto a distinguerci) non faremo mai reali passi avanti. Il movimento delle donne è in avvitamento per mancanza di un confronto (e quindi di una collettivizzazione dell'esperienza) che convolga anche gli uomini, che stanno lì ancorati a dire "io no". E questi sono i migliori, badate bene. E li apprezzo perché "loro no". Ma poi? Basta questa domanda o è tempo che gli uomini prendano coscienza di sé come individui di genere?


23 Nov, 2006

Un test stronzo così per gradire

Inviato da Typesetter 20:42 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (78) | Generale

You are The Tower

Ambition, fighting, war, courage. Destruction, danger, fall, ruin.

The Tower represents war, destruction, but also spiritual renewal. Plans are disrupted. Your views and ideas will change as a result.
The Tower is a card about war, a war between the structures of lies and the lightning flash of truth. The Tower stands for "false concepts and institutions that we take for real." You have been shaken up; blinded by a shocking revelation. It sometimes takes that to see a truth that one refuses to see. Or to bring down beliefs that are so well constructed. What's most important to remember is that the tearing down of this structure, however painful, makes room for something new to be built.


23 Nov, 2006

Tam tam

Inviato da Typesetter 16:48 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (1) | Lana

Ve lo ricordate il mio Coronet (da Knitty)? AmicaN dovrebbe ricordarselo bene, dato che adesso è suo. Quello che non vi ho mai detto è che non ho usato tutta la lana che avevo preso in saldo per fare Coronet. Ne avevo di scorta e ci ho fatto questo baschetto. Per riprendere la tradizione iniziata con Coronet della fissatura a stovigliame, l'ho messo ad asciugare tenuto in forma da una fondina.

Baschetto nero variegato

Do you remeber my Coronet (fron Knitty)? What I never told you is that I haven't used up the yarn I bought on sale to make it. I still had some leftovers and I made this tam with it. To keep up with the tradition started with Coronet (fixed on a cup) I blocked it on a deep soup plate. Pattern from the Handbok.


23 Nov, 2006

Scambi non di coppia

Inviato da Typesetter 15:00 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (206) | Annunci, Cibo
Mi sono unita ai pacchetti della felicità.


23 Nov, 2006

Cotenna dura

Inviato da Typesetter 14:33 | Permalink Permalink | Comments commenti (7) | Trackback Trackbacks (1) | Cibo
Ieri mia nonna Nelda ha comprato un cotechino al supermercato. Fresco, non precotto. Piccolo. Come tutti i cotechini da supermercato, è avvolto da una solida pellicola di plastica a tenuta stagna. Sotto vuoto. Stamattina l'ha messo a bagno con l'intenzione di cuocerlo per cena. (Sorvolo sulla sua perniciosa abitudine di cuocere il cotechino al forno, cosa che lo trasforma in un agglomerato grassissimo ed appiccicoso di pallini di piombo e sale.) Ora, che cosa le è sfuggito di fare prima di metterlo a bagno nella'cqua fredda? Ma naturalmente di rimuovere l'involucro plastico!

22 Nov, 2006

Canton Grigioni – the end

Inviato da Typesetter 16:01 | Permalink Permalink | Comments commenti (6) | Trackback Trackbacks (0) | Lana

L'ho finito. Cioè, l'ho finito ma devo ancora fissarlo (nella maniera più semplice e rapida: lavo e stiro)
It's finished. That's to say, It's finished except for blocking (which I do in the silliest way: washing and ironing).

Maglione grigio con trecce
 (continua)

22 Nov, 2006

Siamo tornati

Inviato da Typesetter 15:28 | Permalink Permalink | Comments commenti (5) | Trackback Trackbacks (12) | Annunci
Cioè... Forse.

14 Nov, 2006

Un panino in Statale

Inviato da Typesetter 19:04 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (7) | Collegamenti, Cibo

La Salumeria Laghetto è proprio lì, a due passi dalle aule di Lettere e di Giurisprudenza, e il suo business principale è proprio quello di vendere panini agli studenti e ai professori in cerca di pranzo. E panini ottimi senza essere troppo cari.

Con le gambe sotto la tavola


14 Nov, 2006

Vecchia sporcacciona

Inviato da Typesetter 11:46 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (0) | Cronaca giallorosa

Vecchia: Sono andata a comprare un flacone di balsamo alla bottega verde, quello che piace a me al midollo di bambù. La (fin troppo) gentile commessa ha detto «Le do un po' di campioncini» e ha afferrato una manata di bustine. Mi ha dato una crema antirughe, una crema antiruche, una crema antirughe, una crema antirughe, una crema antirughe e anche un crema antirughe. Cioè., dico, dare sei campioncini di crema antirughe a una trentaseienne dalla pelle fresca e tnica come me! Come si permette!

Sporcacciona: Dopo tre settimane, finalmente stamattina ho fatto una doccia.


13 Nov, 2006

Xena (che non è estera)

Inviato da Typesetter 19:19 | Permalink Permalink | Comments commenti (6) | Trackback Trackbacks (138) | Fotografie, Viaggi

Sgrondata

Clicca sulla foto per vederle tutte.



13 Nov, 2006

Beatrice

Inviato da Typesetter 19:09 | Permalink Permalink | Comments commenti (1) | Trackback Trackbacks (0) | Lana

Fingerless mittens. Pattern my own. Someday on-line. Hopefully.

Beatrice

13 Nov, 2006

Canton Grigioni

Inviato da Typesetter 18:36 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (4) | Lana

Ho iniziato lo sprone del maglione grigio. Un raglan, quindi in questo momento ho due maniche, un davanti e un dietro tutti sullo stesso circolare. Il lavoro è piuttosto ingombrante. Però trovo piuttosto mozionante vedere la forma del maglione emergere da quel lavorare in tondo con calati sparsi qua e là.
I started the yoke in of the gray cabled raglan sweater, therefore I have two sleeves a front and a back all on the same needle.It's all quite bulky to handle, but exciting. I love to see the shoulder shaping emerge from all of that going 'round and 'round adding a decrease here and there.

Canton Grigioni

A dire la verità, sono già relativamente avanti, essendo passata da 380 punti a meno di 270 e dal ferro 80 al 60. Pecccato che, nel lavorare uno dei treccioni del dietro mi sia accaduto un incidente. Devo avere girato il ferretto supplementare, con sgradevoli conseguenze.
To be honest, I am realtively well off, since my stitch count went from 380 to less than 280. Pity that while working a cable in the back I sem to have had an accident. I must have turned badly the cable needle, causing the cable to be a bit too twisted.

9 Nov, 2006

Case impopolari

Inviato da Typesetter 18:50 | Permalink Permalink | Comments commenti (5) | Trackback Trackbacks (209) | Generale

Mia nonna Lina abita in uno stabile dell'ALER, ex Istituto Autonomo Case Popolari. Insomma, una casa popolare. C'è entrata nel 1950 e qualcosa, sono case del dopoguerra, cosntruite un po' al risparmio. Sono tre piani senza ascensore, due pianerottoli per scala, un totale di 15 scale distribuite su 5 palazzine.
La politica dello IACP e poi dell'ALER ha previsto la vendita degli appartamenti agli affittuari a prezzi di favore. Lei non ha comprato, ma oltre il 50% degli appartamenti del complesso sono di proprietà, adesso. Essendo palazzine costruite negli anni Quaranta e Cinquanta, gli occupanti sono per lo più anziani: muoiono. E gli appartamenti si liberano. Qualcuno viene occupato dai figli, dagli eredi che ci si trasferiscopno con tutta la famiglia: in fondo si tratta di due o rte locali perfettamente agibili a due passi dalla metropolitana. Altri li lasciano lì ad andare in malora (il solito concetto del bene di famiglia che non si può vendere nemmeno se non è utilizzato).

Case popolari

Quasi mai gli appartamenti venivano venduti. Ma l'altra sera ho notato questo.


8 Nov, 2006

Aspettando il metrò

Inviato da Typesetter 18:27 | Permalink Permalink | Comments commenti (1) | Trackback Trackbacks (115) | Fotografie
Ai tornelli della metropolitana

Fermata Loreto, lato piazza Argentina, al tornello d'uscita.



8 Nov, 2006

Kanelbullar

Inviato da Typesetter 18:02 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (415) | Cibo

Kanelbullar

Per la ricetta, chiedete a lei.

7 Nov, 2006

Lettere profumate

Inviato da Typesetter 17:30 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (221) | Buone notizie

In Francia e in Svizzera sparano ai lupi che in Italia trovano protezione: antichi pregiudizi da favola dei fratelli Grimm contro la protezione dell'ecosistema. In Sri Lanka sparano agli elefanti, che si dice rovinino i raccolti. In quattro anni ne sono stati uccisi 16.000 su una popolazione totale di 40.000.
Il signor Thusitha Ranasinghe ha avuto un'idea che concilia protezione ambientale e business. La sua società, la Maximus, compra dai contadini (in parte in "natura", cioè con il prodotto della lavorazione) la cacca di elefante e ci fa carta e cartone. Immaginate quanta cacca fa un elefante ogni giorno: la cacca di un animale grande è sempre grande anche lei. Per di più l'elefante fa una cacca piena di fibre. La Maximus recupera queste fibre parzialmente digerite, le lavora e le trasforma in fogli candidi, da colorare, tagliare, rilegare, pressare per farne scatole e altra oggettistica.
Questa carta è importata in Italia dall'ONLUS Vagabondi di Formigine. Ottima per scriverci lettere d'amore. Profumate.


6 Nov, 2006

The circus

Inviato da Typesetter 12:02 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (223) | Lana
Circular knitting may be subway-friendly. But to knit an adult sized sweather bottom-up raglan yoke on an 80 cm (32") cirular needle is not.
Lavorare con il ferro circolare sarà anche adatto alla metropolitana. Ma posso assicurare che lo sprone di un maglione raglan lavorato in un pezzo da sotto in sù su un ferro circolare da 80 cm non lo è.


3 Nov, 2006

L'ambio di cammellona

Inviato da Typesetter 16:44 | Permalink Permalink | Comments commenti (4) | Trackback Trackbacks (5) | Cronaca giallorosa
Da qualche tempo le modelle in passerella non camminano più: ambiano come cammelle, sollevando a dismisura i piedi e incrociandoli sul davanti. Un passo del tutto innaturale che però è tracimato dalle passerelle nella vita reale: sempre più donne esibiscono questa artificiosa andatura anche passeggiando.
Mentre rientravo da una breve commessa, mi sono trovata sul set di un servizio di moda: il fotografo accosciato e la modella, in hot pants di jeans, stivalini puntuti e taccuti e gambe nude nel freddo novembrino. Lei camminava normalmente in là per qualche metro, poi si voltava e, mentre il fotografo scattava, ambiava verso di lui, per tornare a un passo normale appena scattata la foto.

2 Nov, 2006

La mia droga si chiama fame

Inviato da Typesetter 16:06 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (5) | Società ed economia
Fino a qualche anno fa le star più glamour finivano regolarmente ricoverate in posti tipo il Betty Ford Center per curarsi dall'alcoolismo o dalla dipendenza dalla droga. Oggi, a quanto pare, le star di Hollywood hanno abbandonato le sostanze psicotrope, ma questo non ha reso il loro stile di vita più sano. Adesso la loro droga si chiama fame. Non so: tra uno stile di vita tutto droga sesso e rock'n'roll, tutto eccessi liberatori, e uno stile di vita tutto autorepressione alimentare chredo che a conti fatti prefrerirei il primo per un'ipotetica figlia. Almeno la droga ti fa male, ma nel frattempo ci si "diverte". L'anoressia fa altrettanto male, è più difficile da diagnosticare e, soprattutto, ti intristisce mostruosamente.

2 Nov, 2006

I muffini!

Inviato da Typesetter 15:29 | Permalink Permalink | Comments commenti (7) | Trackback Trackbacks (1) | Cibo

Ieri pomeriggio ho fatto i muffin. Boni! Ho usato come ispirazione una ricetta di Pret à Manger che modifico a seconda delle esigenze. Innanzitutto, faccio metà dose, quindi elimino almeno un po' di burro (proverò a toglierne sempre di più), per finire e soprattutto elimino i fruttini di bosco e insaporisco la base come mi gira.

Ho usato 125 grammi di farina + un cucchiaio abbondante (di grano duro: in casa c'era solo quella), 125 grammi + un cucchiaio scarso di zucchero mascobado, 2 uova, 125 grammi di burro (BURRO burro BURRO burro...) ammorbidito, un cucchiaino di spezie iste per dolci del commercio equo e solidale, un cucchiaino di lievito, poco latte, un pizzico di sale.
Ho messo il cucchiaio abbondante di zucchero, 25 grammi di burro e il cucchiaio scarso di farina in una tazza e lì ho lasciati lì. Il resto del burro, a tocchetti, l'ho messo in una ciotola con lo zucchero e l'ho lavorato finché spumoso. A questo punto, uno per volta, ho aggiunto le uova, incorporandole bene prima di andare oltre. Ho miscelato la farina al lievito, al sale e alle spezie (potevo metterne di più!) e, un po' per volta, ho unito gli ingredienti secchi al comporta di burro, uova e zucchero. Ho diluito un po' il composto con il latte, fino ad ottenere una pastella soda che ho diviso in 12 pirottini iù piccoli di quelli classici da muffin (così mi strafoco meno). Vi ricordate la tazza con burro, farina e zucchero? Ho lavorato il contenuto con le dita fino ad ottenere un composto sbricioloso, che ho sbriciolato sulla superfice dei muffin per fare la crostina. Ho messo i pirottini in forno caldo a 190 (sul 5) e ho cotto per circa 20 minuti. Tre sono già andati, il resto riposa in attesa di essere manomesso in un contenitore sottovuoto.
Da notare che i pirottini vanno riempiti solo a metà e, se non avete la teglia per muffin (dove però li potete fare solo di dimensione "muffin", non piccoli come i miei), è buona misura mettere i pirottini doppi.

Peccato che la macchina fotografica sia scarica, perché vanno giù che è un piacere.