29 Gen, 2010

Pronta per la partenza

Inviato da Typesetter 11:27 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (1) | Annunci
Sto via due notti. Ho con me 2 paia di mutande, 2 paia di calze, una maglietta di ricambio, un cellulare, un palmare, una macchina fotografica, un lettore mp3, un netbook (vado a un corspo, può servirmi un computer...). SIGH!

28 Gen, 2010

Memoria Breve

Inviato da Typesetter 22:04 | Permalink Permalink | Comments commenti (1) | Trackback Trackbacks (0) | Collegamenti, Politica
La signora Ornella Pajalich ha 84 anni. La signora Ornella Pajalich è figlia di un perseguitato dal regime fascista sia perché di relgione ebraia sia perché antifascista. La signora Ornella Pajalich è stata perseguitata dal regime fascista perché ebrea e antifascista a sua volta. La signora Ornella Pajalich non ha diritto al vitalizio che lo stato riconosce agli ex perseguitati per motivi razziali o politici perché non inabile al lavoro. Ergo, la signora Ornella Pajalich a 84 vada a cercarsi un lavoro.

28 Gen, 2010

Altri genocidi #2

Il secondo episodio è la lunga marcia dei Navaho o, per meglio dire, dei Diné, il nome con cui i Navaho chiamano sé stessi. Anche i Navajo alla metà del XIX secolo, erano una popolazione stanziale di agricoltori e alevatori di bestiame. Vivevano uno stato di guerra pemanente con i messicani: i messicani infatti razziavano i villaggi Diné per catturarne i bambini da tenere come schiavi, in cambio i Diné soprattutto i più poverim razziavano gli insediamenti messicani per vendicarsi, per liberare i loro figli e per rubare il bestiame.
Quando il Nuovo Messico, nel cui territorio i Diné hanno le loro terre ataviche, passò agli Stati Uniti, il meccanismo fu interrotto dai soldati che, essendo diventati i messicani cittadini dell’Unione, li difendevano, mentre i Diné in quanto indiani erano esclusi da questo privilegio. Non mancarono i tentativi di convivenza pacifica, nonostante le frequenti violazioni da parte dei soldati che massacravano il bestiame Diné o ne usurpavano i pascoli.
 (continua)

27 Gen, 2010

Altri genocidi #1

Inviato da Typesetter 18:00 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (0) | Libri e cultura

Parlare delle marce della morte, come nel preccedente messaggio con l’ampia citazione di Savina Rupel, mi fa venire in mente due simili episodi della storia dei nativi americani. In effetti, i nazisti non furono i primi a usare lo trumento delle marce forzate coe arma di sterminio, e nemmeno la morte per fame e freddo (probabilmente nemmeno gli americani furoni i primi, ovviamente).
Il primo episodio è quello che vide coinvolti i Cherokee, la Marcia delle Lacrime (Trail of Tears), il trasferimento forzato dell’intera nazione dai suoi territori tradizionali negli stati dell’est verso l’allora Territorio Indiano, che in futuro si sarebbe ridoto al semidesertico Oklahoma. La politica americana del periodo prevedeva, infatti, di creare un Ovest interamente bianco (a parte il “bestiame” nero addomesticato, ovviamente) e una frontiera con l’est indiano mediante trasferimenti volontari o forzati verso il Territorio Indiano.

 (continua)

27 Gen, 2010

La marcia della morte

Inviato da Typesetter 09:30 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (0) | Libri e cultura

Abbiamo camminato otto giorni e otto notti. Giorno e notte si vedeva la fila davanti e dietro di noi, sempre fila, non c'era altro. Il primo giorno si mangiava quello che si aveva, il secondo giorno anche, ma dopo non si aveva più niente. Ci si fermava venti minuti, mezz'ora al più, e cercavamo acqua per farci qualcosa con la roba che si trovava per strada, un poco di quella radice selvatica che cominciava a spuntare. Si trovavano cavalli o qualche bestia morta e allora gli si tirava fuori la carne con queste mani, in tanti, tutti raggruppati. La prima volta ho pensato "cosa fa là quel gruppo, cosa spartisce?" dopo ho visto che era una carcassa, ma noi eravamo arrivate troppo tardi. Dopo tutte guardavamo in giro e se si trovava qualche bestia morta per il bombardamento o altro le si levava la carne tirando l'uno con l'altro con le sole mani, senza nessun coltello. Quando ho visto tutta la gente che si ritirava ho detto "noi forse torneremo, avremo la nostra liberazione, ma loro saranno come prigionieri. Io intanto se devo morire morirò fuori del lager" e quello mi ha dato tanto, tanto coraggio.
[...] Dopo quella sera abbiamo camminato tutta la notte e alla mattina presto abbiamo sentito uno scoppio di bomba. Ci siamo girate. Eravamo praticamente le ultime, dietro di noi c'era forse un chilometro. Era saltato un ponte che avevamo passato poco prima. Saltato il ponte è venuto un camion che ha detto "ormai è tutto finito" e sono andati avanti. Siamo cascate per terra. C'era il sole, era una bella giornata fredda di maggio. Abbiamo visto che non c'era più nessuno di questi Tedeschi. Alle ultime che non si erano rese conto e volevano ancora camminare abbiamo detto "non vedi che è finita?" Siamo andate in un boschetto e siamo restate al sole. Non si vedeva nessuno, non c'erano più Tedeschi. A un certo punto ho visto un militare su un cavallo con la stella rossa. "Partisan?" ho chiesto. "No" ha detto, "Ruski". Erano militari russi." Non ci sono più Tedeschi?" "No". Allora siamo libere, libere! Non ci potevamo credere, era come alzarsi dalla morte. Era il tre maggio.

Testimonianza di Savina Rupel.


26 Gen, 2010

Porajmos

Inviato da Typesetter 18:37 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (0) | Libri e cultura

Un uomo in prima fila si tolse il berretto e sputò due volte per terra. L'ufficiale che presiedeva la punizione gli si avvicinò con le mascelle serrate, e lo colpì con il frustino. Provò a colpirlo ancora, ma l'uomo afferrò il frustino con la mano, svelto come un serpente, e lo tenne così stretto che l'ufficiale non riusciva più a riprenderselo. Allora il tedesco si arrabbiò. Diede degli strattoni. Ma fu inutile.
Lo zingaro, uno di quegli zingari che cavalcano senza sella, che fanno innamorare le donne col violino, che fanno girare il coltello così velocemente che non puoi vederlo, gli rise in faccia. L'ufficiale sbarrò gli occhi. Emise una specie di grugnito, fece due passi indietro e tirò fuori la pistola. Poi gli sparò. Si alzò un mormorio dalle file, come un alito di vento. Lo zingaro cadde. Ma l'ufficiale aveva perso un'altra volta, perché lo zingaro rideva ancora, anche da morto.

A. Cecchi Paone, F. Pagano, La rivolta degli zingari, Mursia


21 Gen, 2010

Una traduzione: Swampfield Cowl

Inviato da Typesetter 17:03 | Permalink Permalink | Comments commenti (3) | Trackback Trackbacks (1) | Lana
Swampfield Cowl

  • Filato: 1 gomitolo di Cascade 109 Tweed LE
  • Ferri: circolare da 40 o 60 cm - 6,5 mm (US 10,5)
  • Ferro supplementare per trecce, marcapunto ad anello, ago da lana per nascondere i capi

Testo dello schema nel post esteso
Il pattern originale è stato pubblicato su Penguin Purls
Ravelry link

Schema e foto © Sara Amoroso, 2008-2009. È autorizzato solo l’uso personale dello schema. Né questo pattern né i capi ottenuti da esso possono essere rivenduti.
Il testo e le foto sono stati usati e tradotti con l’autorizzazione dell’autrice.

 (continua)

19 Gen, 2010

Le discese ardite

Inviato da Typesetter 14:00 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (24) | Generale
Quando la prima persona che incontri uscnedo di casa è una cana bianca di nome Giuditta che, nell'ordine, ti scodinzola da lontano, ti annusa amichevolmente, ti si appoggia alle gambe con tutto il suo dolce pesino di 50 chili e, mentre la gratti un po' qui e un po' lì, fa partire la motoretta con una zampa dietro, ti piazza le zampotte sulla pancia (sempre 50 dolci chiletti) e mentre le gratti le orecchie ti mordicchia e sleccazza le maniche del cappotto... Be', il resto della giornata non può che essere in discesa.


18 Gen, 2010

Brunetta dei ricchiepoveri

Inviato da Typesetter 13:13 | Permalink Permalink | Comments commenti (6) | Trackback Trackbacks (1) | Società ed economia
Non sono contraria in linea di principio alla legge dei "18 anni e fuori" (da quarantenne che ancora sta casa con mammaenonna e ci sta pure stretta ma non può fare altrimenti). però in cambio mi devono dare alloggio gratis in monolocale o camera singola in condivisione e almeno 450 euro al mese di salario garantito anche se non lavoro.

18 Gen, 2010

Candidature

Inviato da Typesetter 12:57 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (205) | Collegamenti, Citazioni

Se i dirigenti, o sedicenti tali, dei partiti avessero messo insieme un’alleanza ed individuato un candidato in grado davvero di contrastare Formigoni e le sue truppe, forse avrei potuto anche prendere in considerazione l’ipotesi di lasciare Cassinetta di Lugagnano. Se sul tappeto si fosse messa una proposta politica vera, genuina, nuova e fresca, per sconfiggere, innanzituto culturalmente, il modello del governatore uscente (ed entrante), pilastro portante dell’Italia in cui oggi viviamo; se i leader del PD, di IDV e degli altri partiti avessero avuto il coraggio di osare, in quel caso, io avrei fatto la mia parte. Ed avrei portato quel po’ di credibilità o di consenso che taluni mi attribuiscono. Come si dice, il gioco sarebbe valso la candela.
Però, purtroppo per molti e per fortuna per molti altri, in Lombardia, si è deciso di non giocare la partita. Ricandidando Filippo Penati, sconfitto da Presidente uscente da un autentico signor nessuno l’anno scorso, ma valido coordinatore della mozione Bersani all’ultimo congresso PD.
Così, le proposte e le offerte di candidatura, alla carica di Presidente o di semplice Consigliere Regionale, per me sarebbero solo una tappa di una carriera personale che al sottoscritto non interessa.

Domenico Finiguerra



11 Gen, 2010

Geek Knitting

Inviato da Typesetter 11:37 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (21) | Annunci, Lana

Mi è stato gentilmente donato un simpatico HTC Touch.Ho già trovato un settore della mia vita su cui un palmarino può avere un considerevole impatto. Niente più foglietti su cui appuntare gli schemi e che poi devo interpretare e trascrivere. Da oggi i pattern li scrivo diretamente sul palmare in formato *.doc. E poi è solo editing!

I was so kindly gifted a nice HTC Touch. I already found a sector of my life on which the use of a palmtop can improve. No more taking pattern notes on paper sheets that I must afterwards interpret. From now on the patterns will be writted directly on the HTC in *.doc format ath just need a bit of editing!


7 Gen, 2010

Scoperta la più potente fonte di energia, ed è ecologica!

Inviato da Typesetter 21:52 | Permalink Permalink | Comments commenti (2) | Trackback Trackbacks (2) | Generale
Pare che la più potente fonte di energiadisponibile siano le fusa dei gatti. Mezz'ora di coccole a un mici a caso producono un'energia paragonabile a quella di una piccola centrale elettrica. È stato segnalato, in particolare, un certo gatto Ross le cui fusa di una giornata potrebbero alimentare l'intera città di Roma per due ore.

7 Gen, 2010

Freccialenta

Inviato da Typesetter 13:35 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (209) | Generale
Ho preso il Frecciarossa, il treno che promette di pirtarti da Milano a Roma o viceversa in 3 ore. Per miseri (?) 180 euro ho passato 8 ore in treno in luogo delle promesse 6, con un ritardo di 100 minuti all'andata e di 20 minuti al ritorno.Ho chiesto per il rimborso, mi hanno detto "può chiederlo andando non prima di 21 giorni alla biglietteria della stazione di acquisto del biglietto con il biglietto convalidato". Certo, peccato che se hai la prenotazione non convalidi! E comunque, rimborsano solo il 25% a fronte di ritardi di non meno di 60 minuti. Un'ora della mia vita vale il 25% del prezzo di quel biglietto: 22,50 euro. Se meno, non vale niente.