21 Lug, 2009
L'alcool e Letizia
Chioso il post di .mau., che vi invito a leggere in prima battuta. Molti dinoi hanno imparato a bere a casa, in famiglia. invitati ad assaggiare un vinello particolarmente buono, a sorseggiare quel mezzo dito di spumante alle feste, ad annusare il contenuto dei bicchieri dei familiair per cogliere il bouquet del contenuto. oggi, un genitore che offrisse al figlio tredicenne quel famoso mezzo dito di prosecco per brindare all'anno nuovo sarebbe passibile di multa, a Milano.
Facciamo un altro esempio, io ho imparato a leggere a casa. i miei genitori leggevano, aevano libri e fumetti, mi regalavano libri e fumetti, mi incoraggiavano a fare delle scelte di lettura. Se una legge vasse proibito di far leggere i bambini e ragazzi fino a 16 anni, probabilmente i già piuttosto pochi lettori italiani sarebbero ancora meno. Non è un paragone azzardato: anche il vino come i libri è cultura. Esiste una cultura del bere che il nostro Paese vanta internazionalmente e che è fatta di vini, birre e liquori di ottima qualità da consumarsi con misura e piacere allo stesso tempo.
Facciamo un altro esempio, io ho imparato a leggere a casa. i miei genitori leggevano, aevano libri e fumetti, mi regalavano libri e fumetti, mi incoraggiavano a fare delle scelte di lettura. Se una legge vasse proibito di far leggere i bambini e ragazzi fino a 16 anni, probabilmente i già piuttosto pochi lettori italiani sarebbero ancora meno. Non è un paragone azzardato: anche il vino come i libri è cultura. Esiste una cultura del bere che il nostro Paese vanta internazionalmente e che è fatta di vini, birre e liquori di ottima qualità da consumarsi con misura e piacere allo stesso tempo.
Ma per capire questa cultura del bere, che contrasta con il bere per sballarsi (binge drinking) che un tempo era prerogativa dei Paesi del nord ma che sta prendendo piede anche qui, soprattutto tra i giovanissimi, non servono i divieti, che viceversa spingono sempre di più, con logica puramente proibizionistica, alla marginalizzazione del consumo, bansì iniziative di diffusione di questa cultura, basata sul piacere della qualità e non del rintronamento. Servirebbe, allora, casomai portare le scolaresche nei luoghi di produzione delle eccellenze (e ce ne sono in ogni singola regione italiana), insegnare loro le caratteristiche del buon vino, della buona birra, della buona grappa, come consumarli e quanto consumarne.
Le proibizioni, soprattutto quando gli obiettivi sono adolescenti, servono solo a rendere quanto proibito vieppiù oscuramente desdierabile. L'educazione proattiva lo rende accessibile ma in maniera matura, rende i consumatori consapevoli e autodisciplinati.
Le proibizioni, soprattutto quando gli obiettivi sono adolescenti, servono solo a rendere quanto proibito vieppiù oscuramente desdierabile. L'educazione proattiva lo rende accessibile ma in maniera matura, rende i consumatori consapevoli e autodisciplinati.
commenti
daccordo su tutto, tranne che sul senso del post.
1) e' gia' proibito servire alcoolici ai quindicenni, ma nessuno lo sa e tantomeno qualcuno controlla. quindi si sta solo facendo propaganda.
2) parlare di proibizionismo in questo caso e' una stronzata; e' proibizionismo che ci vogliano tot anni per guidare, per sparare a bamby, per sposarsi, per firmare un assegno, etc.?
Inviato da massimo 23 Lug 2009, 12:45Aggiungi un commento


