30 Nov, 2009
Retorica del concreto
Una delle cose che più mi irritano sono quel genere di domande retoriche specialsitiche in cui viene posta urbi et orbi una questione che resuppone una determinata domanda. Solo che non sono questioni generiche e di principio, in cui la risposta è ovviamente una sola. Sono questioni specifiche, appunto, e poste in modo tale che non è realmente possibile presupporre che l'altro concordi. Ecco, sono i casi in cui automaticamente rispondo il contrario di quanto ci si aspetta. Per esempio, mi capitò di presenziare a uan dimsotrazione di un aggeggio per la depurazione dell'acqua. Il tizio chiese due bicchieri d'acqua, in uno mise alcune gocce di inchiostro di penna stilografica. nell'altro anche, poi aggiunse alcune gocce di un slvente che sbiancò nuovamente l'acqua, Quindi chiese, con espressione compiaciuta, di scegliere un bicchiere da cui avremmo bevuto. Decisamente, afferrai il bicchiere di acqua azzurrini e gli diedi un sorso (in fondo, avevo ciucciato abbatanza stilografiche in vita mia per sapere che l'inchiostro è inoffensivo!). Ci rimase male. Non so perché mi sia venuta in mente questa cosa, non so nemmeno perché la scrivo. Ma è così. Non tentate di farmi trappole.
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