23 Apr, 2010

Krakatoa, est di Linate

Inviato da Typesetter 16:00 | Permalink Permalink | Comments commenti (0) | Trackback Trackbacks (1) | Generale
Do you remeber Krakatoa? Nel 1883 il vulcano Krakatoa, a est dell'isola di Giava (c'era anche il film!), esplose con una potenza dilaniante provocando un tuono udito a 5.000 chilometri di distanza, sollevando uno tsunami da 40 metri e polverizzando l'isola cu cui si trovava il vulcano, riducendola a un terzo della sua grandezza. Gli effetti a lungo termine dell'eruzione, a livello globale, furono una diminuzione delle temperature medie di oltre un grado, che si mantenne fino al 1888, oltre a ipiogge acide causate dall'acido solforico creato dai vapori sulfurei del vulcano combinati con l'umidità della stratosfera. Il cielo rimase scuro per mesi, con la luna che assumeva una colorazione bluastra e tramonti e albe particolarmente spettacolari (pare che il carateristco cielo rosso dell'Urlo di Munch sia quello del cielo norvegese dopo l'eruzione).
Peggio ancora fece l'eruzione del Tambora (isole Sonda) del 1815. Gli effetti sul clima furono tali da causare una persistente foschia in parecchie pari dell'emisfero nord e gelate estive che devastarono i raccolti sia del Nord America che dell'Europa con nevicate su New York il 6 giugno (tra il 6 e il 10 giugno caddero circa 30 cm di neve su Quebec City). Gli effetti furono tali che il 1916 è ritenuto il secondo anno più freddo degli ultimi 2000 anni e viene chiamato l'"anno senza estate", mentre gli anni 10 del XIX secolo solo globalmente il decennio più freddo della storia moderna a seguito delle esplosioni di svariati vulcani, oltre che del Tambora.
Al confronto, l'esplosione del St Helens del 1980 è stata solo uno sbuffo, eppure, chi ha la mia età potrebbe ricordare, fu sufficiente per dare a quell'estate una certa qual freschezza.

All'epoca delle eruzioni del Krakatoa e del Tambora non esistevano aerei, ma se ci fossero stati non sarebbe stato solo il traffico aereo dell'Europa nordoccidentale e centrale a risultare bloccato, sarebbe stato la totalità del traffico aereo mondiale a rimanere bloccato e non per pochi giorni ma per settimane, forse mesi. A me, a parte l'ovvio danno economico, che per meno di una settimana il traffico aereo europeo sia rimasto bloccato, però non dispiace. Un po' ci ha ridato la misura delle distanze reali, persa con l'abitudine al volo che ci porta a pensare ai week-end a New York come a un'pzione concreta, facile, quasi ovvia, un po' forse, spero, ci metterà in allarme, perché siamo decisamente troppo dipendenti dal trasporto aereo, che è un metodo dispensiodo e fragile, bestialmente fragile. Forse sarebbe il caso di rivedere la logistica globale, ecco.


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