16 Ott, 2006
Strangelove (or how I learned to love knitting) - Non avevo voglia di tradurre
Actually, one morning I took two pencils and a length of a chunky yarn and started tinkering with them until I had a strip of purl stitches. YAY! I could purl. I proceeded to reverse the purling technique I used (essentially a combination purl) until I got a usable knit stitch. Actually my working technique is pretty personal, not being exactly combination knitting, since my stitches are all mounted in Eastern style and the knits do not twist. But I did knit!
Meanwhile, I found another reason to knit, although at the time this was not conscious. My knitting bothered a person whom I liked to bother. It is a part of my knitting that I am not proud of, but at the time it was one of the many reasons I had to knit: to disturb him.
Eventually, this person moved out of my life. But I kept going. From my early crocheted hats I moved on to more interesting things, like socks and sweaters. what keeps stuck to knitting (and occasionally still crocheting) is the delight that I derive from completing a project. it's a wonderful sense of accomplishment: to be finally able to wear a garment, be it a tiny hat or a huge sweater, that started out as a length of yarn and which you turned first into knitted pieces of fabric and finally into a garment. The process is sometimes painful, but when you finally do the last blocking and put it on, you know that it will be forever!
And there is another thing that keeps me stuck to knitting. I am finally able to have garments that I fully designed myself to my own taste. Pick your favorite yarn, style, fit and decoration, combine them and you have your perfect garment. And if you still don't: rip and repeat.
Silvia, sarei proprio curiosa di vedere come lavori, sono attratta dal tuo strano modo di lavorare i punti dritti e rovesci. per me che ho quell'impostazione da nonnina con i ferri sotto le ascelle, il pensiero poter usare i ferri circolari è irragiungibile, faccio una fatica tremenda, non riesco a dare la giusta tensione al filo, a controllare le dita...
comunque il binomio uomini-knitting non è dei migliori, G. inizialmente era scettico, poi curioso (sono anche riuscita fargli fare un punto! se sa che l'ho scritto mi ammazza)e ora posso sferruzzare tranquillamente in autostrada mentre lui guida.
Io binomio uomini-ferri è frutto della mancanza di un vero movimento di emancipazione maschile. Glu uomini avrebbero bisogno di un movimento maschilista che li spinga a riconoscere e quindi violare i condizionamento sociali che gli vengono imposti. Questa prima parte del mesasaggio ti è stata offerta dalla mia parte yang che amichevolmente chiamo "la severa militante".
Credo che fondamentalmente il modo migliore di lvorare sia quello in cui riusciamo meglio, qualsiasi esso sia. Comunque potremmo organizzare un aperitivo knitting o qualcosa del genere. perché non mi scrivi a selisac[chiocciola]gmail[punto]com? Questa seconda parte di messaggio ti è stata offerta dalla mia parte ying, che amichevolmente chiamo "la fricchettona".
Inviato da Silvia 17 Ott 2006, 09:14La prossima volta che capiti giù, porta i ferri. Anzi, chettelodicoaffà, li porterai di sicuro. Ti stupirò riesumando qualcosa :)
Inviato da Consy 17 Ott 2006, 16:37per yang: non so quanto il nostro "maschio latino" riuscirà ad essere coinvolto/convinto da un ipotetico movimento di emancipazione maschile.. personalmente confido molto nel potere delle donne. sono loro che imponendosi riescono a piegare alcuni dettami; personalemente sono fortunata, sia mio padre (seppur uomo molto difficile da sopportare), sia G., sia gli uomini della mia famiglia hanno sempre avuto un rapporto alla pari con noi.
Ma "knittingamente" parlando.. non so se hai dato un occhio ai blog dei vari uomini, ci danno del filo da torcere... peccato siano tutti starnieri!
per ying: per due weekend di seguito sarò a verona ma ti farò sapere al più presto, nel frattempo se passando da Loreto dovessi sentire una voce stridula grida SILVIAAAAA!!!.. beh' quella voce sono io!
Inviato da elisazzz 17 Ott 2006, 22:45Ieri il giornale degli studenti della LSE intervistava Cherie Booth Blair (in qualita' di ex alunna) che raccontava come il segreto del suo successo accademico fosse lo sferruzzare. Ti ho pensato intensamente. :P
Inviato da restodelmondo 18 Ott 2006, 17:50


