4 Nov, 2009

Crucifige

Inviato da Typesetter 13:12 | Permalink Permalink | Comments commenti (1) | Trackback Trackbacks (72) | Generale, Libri e cultura
Al contrario di quella di Gilthas, nessuna delle mie maestre era particolarmente bigotta. Anzi, nemmeno la mia maestra di religione, tanto che il prete si prendeva un'ora al mese delle loro per farci almeno un po' di dottrina, dato che alla maestra di religione non glie ne sarebbe potuto fregare di meno. Anche in prima superiore eravamo graziati dalla presenza di un prete appartenente al "Coordinamento degli Insegnanti di Religione Democratici" o qualcosa del genere, che in realtà insegnava un programma di storia delle religioni e per tutto l'anno no ha credo mai pronunciato il nome "Gesù Cristo".
Solo alle elementari ebbi, per qualche settimana, una supplente che ci faceva dire le preghierine. Opps, no: gli faceva dire la preghiera, perché io non la dicevo. Quando arrivò, si presento e disse "adesso diciamo la preghierina", le risposi (terza elementare, neh!) Ma guarda che non non le diciamo le preghiere a cscuola: chi vuole pregare lo fa a casa, a scuola si studia e non si prega". Era già tinta di di rosso menopausa, dievenne anche rossa in faccia. E fece pregare. peccato che io, alla preghiera mi alzassi e le voltassi risolutamente le spalle.

Ecco, alle superiori nella mia scuola non c'erano, invece, crocefissi. Ne eravamo privi, come eravamo privi di un laboratorio linguistico in rgazia. Ma se avessimo avuto due soldi da spendere avremmo risistemato il lavboratorio linguistico e non certo comprato crocefissi.
Non era ancora l'epoca della presenza massiccia di stranieri nella scuola. Ovvio, c'era qualche ragazzo adottato magari un po' più scuro di pelle ma italiano di cultura. E ovvio c'erano un paio di stranieri-stranieri, per esempio in classe con me c'era una ragazza danese, figlia di un diplomatico distaccato a Milano. Questo significa che, essendo poi a Milano, la classe si componeva di tutte le gradazioni del cattolico, dell'agostico e dell'ateo possibili (superiori, cioè ragazzi adulti). Non credo che il crocefisso mancasse ad alcuno: i credenti, se volevano, se lo mettevano al collo, per dire. Ma non sul muro.
Ecco, non è che ci sentissimo meno culturalmente italiani per questo. Non è che la mancanza di un pezzo di legno messo a croce influisse in alcuna maniera sulla nostra cultura. In soldoni, non c ene fregava una beneamata mazza. Cioè, sarà pure in qualche modo abituale mettere un "crusun" in tutte le stanze degli uffici pubblici, ma tra abituale e culturale c'è un abisso: la croce è abituale ma sicuramente non culturale. All'italiano medio, a dirla tutta, non glie ne frega un solenne cazzo di avere una croce in aula. Tranne che quando se ne parla sui media.
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non avrei saputo dirlo meglio!

Inviato da Rosediorganza 04 Nov 2009, 14:34
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