Rolling...
Keith Richards si è rotta la noce del capocollo.
A 62 anni stava cercando di arrampicarsi in cima a una palma.
Non è dato sapere che genere di sostanza l'abbia spinto a una simile impresa.
Keith Richards si è rotta la noce del capocollo.
A 62 anni stava cercando di arrampicarsi in cima a una palma.
Non è dato sapere che genere di sostanza l'abbia spinto a una simile impresa.
La società del manager del porno accusata di gestire un giro di lucciole ungheresi
Sei anni di carcere a lui, quattro anni e sei mesi a lei: "Sentenza ingiusta"
Condannati Schicchi e Eva Henger "Sfruttamento della prostituzione"
Libero (non l'operatore telefonico, intendo il foglio di carta da culo il giornale) si è sempre distinto per articoli al contempo ponderati, equilibrati ed estremamente creativi.
Qualcuno pensa che questi articoli siano scritti da pennivendoli giornalisti amici di Filippo Facci.
Invece no: c'è un programma in grado di riempire automaticamente pagine e pagine di questo giornale.
Come dicevo, costretto a letto con la febbre, ho guardato la tv del pomeriggio.
E così ho visto, mi pare su ReteQuattro, un film sulla guerra nel Pacifico con Charlton Eston: non so il titolo, ma se proprio sei curioso una ricerca dovrebbe soddisfarti.
Portaerei, cacciatorpedinieri, aerei da combattimento e bombardieri; e pure dei sommergibili, credo.
Il comandante giapponese, dolorosamente conscio dell'imminente sconfitta.
Il comandante americano (Henry Ford, credo) dolorosamente compartecipe "dei miei ragazzi".
Esplosioni vere e finte, aerei in fiamme.
Ho visto Eston che si lanciava col suo bombardiere sulla portaerei giapponese (l'ultima, forse), incurante della contraerei che gli strappava la carne e gli rovinava l'aereo, e sganciava tutte le bombe di cui disponeva.
Non sentivo cosa dicesse ma ho immaginato che fosse:
"Prendete questo, maledetti musi gialli!"
oppure
"Vi faccio vedere come muore un americano!"
Poi è partita la pubblicità delle poltrone della salute (hanno un nome, si chiamano "Beatiful", "Vivere", "Dinasty", "Dallas") e mi sono addormentato.
Mentre guardo il film del 2000 di Roberta Torre Sud Side Stori (lasciati consigliare: straordinario film, assolutamente da vedere, anche se è indispensabile un minimo di confidenza col dialetto palermitano e con la poetica di Ciprì e Maresco) in cui, a fianco di Mario Merola, brilla la partecipazione straordinaria di Little Tony (entrambi nel ruolo di trasfigurati se stessi), mi giunge la notizia che il 65enne cantante col ciuffo è stato vittima, in quel di Ottawa, di un attacco cardiaco durante un concerto.
Pare che comunque stia bene.
Forza Tony.
La vuole
Ha 45 anni ed è disposto a pagare mille cammelli dollari.
Intanto...
Sono stato via alcuni (pochi) giorni.
Ho percorso alcune migliaia di chilometri (e ho scritto due lunghi resoconti, su questo viaggio: uno per l'andata, l'altro per il ritorno).
L'assenza è stata poi prolungata da una influenza che mi ha tenuto a letto per altri 4 giorni. Durante i quali ho continuato a scrivere di quello che vedevo alla tv, nel febbricitante dormiveglia).
Tutta roba che andrà a costituire i prossimi post (appena riprendo in mano il portatile).
Finita l'abbuffata elettorale, torniamo alle passioni abituali.
Sul mio pc di riserva sto usando con piacere Ubuntu Breezy.
Da tempo guardavo con interesse a questa distribuzione ma la preferenza che Ubuntu accorda a Gnome mi aveva sempre mantenuto piuttosto sospettoso.
Mi devo ricredere (e lo faccio volentieri): si tratta davvero di una bella distribuzione.
Ho installato, anche per provare apt-get (e il giudizio è: fantastico), Tapioca: si tratta di un piccolo (davvero minimale) client per Google Talk, anche col supporto voce.
Installato con estrema facilità, funziona benissimo.
Altro non si può dire: l'interfaccia è talmente spartana (ma comunque funzionale) che non c'è assolutamente nulla da dire.
Si installa e si usa: se vuoi, puoi chiamarmi a franco.abitante@gmail.com.
Il Corrierone alle 4 del pomeriggio spara la notizia che il sito di Franca Rame e quello di Dario Fo sarebbero stati oscurati.
Riporta anche una indignata dichiarazione del comitato elettorale della signora Rame.
Ho visto la notizia solo adesso e i siti sono regolarmente online.
Forse, prima di gridare all'oscuramento, sarebbe stato opportuno un controllo dei DNS (gestiti da Nettica.com) o del fornitore di hosting (Godaddy.com).
Come direbbe Gianluca Neri, i fondamentali, cazzo, i fondamentali!
"Pirateria anti-premier sul web"
L'Authority apre un'indagine
ROMA - Digitando su Google come chiave di ricerca le parole 'fallimento' o 'miserabile' e cliccando sul bottone 'mi sento fortunato' (quello che dà una sola risposta possibile), si apre automaticamente la pagina della Presidenza del consiglio dei ministri sul curriculum vitae di Silvio Berlusconi. Fra gli internauti, era un fatto noto da tempo: un'operazione costruita attraverso un passaparola nella rete.
Ma ora il commissario dell' Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Enzo Savarese, dopo molte segnalazioni pervenute, ha chiesto di verificare modalità, responsabili e mandanti dell'azione di pirateria informatica. E' stata attivata la Polizia postale.
Vi state cagando sotto, eh?
Un anonimo ha commentato il mio ultimo post (quello sui coglioni da esportazione) con un interminabile comunicato stampa proveniente da chissà dove e che riprende ampi stralci del "Domenicale", settimanale fondato da Marcello Dell'Utri.
Si tratta di una (lunga) tirata per spiegare che un voto al centrosinistra sarebbe contrario a ciò che Joseph Ratzinger ha definito "valori non negoziabili".
Questo commento non sarà pubblicato, per diversi motivi:
Questo è un post privato, indirizzato a un gruppo di amici.
Se sei capitato qui per caso, potresti trovarlo più noioso e ancora meno interessante degli altri post.
Sono iscritto (e continuerò ad essere iscritto) a una mailing-list in cui ci si scambia le puttanate che normalmente circolano sul web: foto buffe, vignette divertenti, barzellette, filmatini buffi, nonché i famigerati files PowerPoint.
La cosa interessante era che spesso queste cose circolavano nella ML prima di diventare tormentoni noti a tutti. Ultimamente molto meno, in verità.
Ora è sorto un problema: il padre della ML ha inviato un messaggio in cui invita a smetterla con le puttanate a sfondo politico.
Qualcuno ha risposto che era ora, qualcun'altro s'è un po' incazzato.
Io vorrei dire la mia e, dato che non risparmierò giudizi politici, lo faccio qui (che è uno spazio mio e posso farci quello che voglio).
(continua)Mi frullava per la testa da qualche giorno, ma non riuscivo a mettere a fuoco sta cosa.
Una parte consistente di italiani (spero maggioritaria) oggi come oggi si qualifica come coglione.
Che già in sè è una gran bella cosa.
Ma vogliamo privarci di qualche nobile antenato, noi coglioni?
Bartolomeo Colleoni.
"È appena il caso di accennare, e senza intenti irriverenti, all'orgoglio che Bartolomeo dimostrava nell'uso del proprio patronimico, Coglione."
"Forse ho fatto sesso sadomaso quando mi sono dimenticata di togliermi l'apparecchio per i denti".
Sentito in tv, a Markette (Piero Chiambretti), pronunciato da una ragazza piuttosto carina.
Ieri sera ho concesso a un tizio della televisione di portarmi in casa tutto l'incommensurabile fetore del cinismo di chi spaccia per "informazione" i dettagli di un corpicino morto, l'osceno avvilupparsi nello sciacallaggio del dolore, il morboso ricamare sulla ferocia bestiale.
I crimini feroci, la violenza disumana e spietata, quelli ci sono
sempre stati e ci sono (in grande quantità) in ogni istante del nostro
stesso presente.
Però questo c'è di nuovo, oggi: che in taluni casi (scelti con cura, alimentati per giorni, settimane, a volte anni) un'orda di iene ancora più feroci fa da contorno alle vicende peggiori, se ne alimenta, le amplifica, le vende (fra un detersivo per i piatti e e una merendina alla marmellata).
Bestie che non sono poi tanto migliori quelle che uccidono un bambino.
Powered by LifeType