Facciamo il paio
Facciamo il paio con questa notizia: oggi su Repubblica (di carta) ho letto che la medesima Corte di Cassazione ha sancito che (scusami per il francesismo a cui forse non sei abituato) grattarsi i coglioni in pubblico è reato.
Un operaio di Como (del resto, chi altri se non un operaiaccio si gratta i maroni in pubblico) è stato condannato a 200 euro di multa più altri mille da dedicarsi alla cassa ammende (istituzione di cui prealtro ingoravo l'esistenza).
L'avvocato della difesa ha sostenuto che si trattava di porre rimedio a un fastidio provocato dal cavallo, ma nulla da fare.
Scrive la suprema Corte: "Il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".
Pare che il reato si consumi anche quando la grattata ha valenza apotropaica.
Aspetto con ansia pronunciamenti sulla grattata di culo, sulle dita nel naso al semaforo, sull'atto di girarsi per guardare il culo alle donne (eventualmente il fischio di ammirazione) eccetera.
Intanto trovo curioso che il termine "etico" venga scomodato per queste cose e non utilizzato per l'evasione fiscale, il parcheggio sui marciapiedi, la truffa e il borseggio.




