ilManifesto: "Ci sarebbero in gioco grandi interessi sulla riqualificazione del territorio: proprio a via Malibran e a via Argine dovrebbe partire la ricostruzione, ma non solo. Il 4 agosto apriranno i cantieri, gli interventi previsti per milioni di euro riguardano la città della musica, centri polifunzionali, nuovi alloggi residenziali, per una redistribuzione dei lotti da edificare al 40% della metratura a disposizione. Qui dovrebbe partire anche il primo project financing sanitario del nostro paese per la costruzione dell'Ospedale del Mare, disegnato da Renzo Piano. Si parla di 187,5 milioni di euro per quattro edifici che dovrebbero comprendere un ospedale da 450 posti letto, un albergo con 50 posti letto per le famiglie, una palazzina per l'amministrazione, e il solito centro commerciale per ammazzare le piccole attività commerciali della zona.
Il boom dell'edilizia e l'apertura delle decine di cantieri sono un business che, dicono da sinistra, non prevede accampamenti Rom."
La sicurezza, gli zingari rubano i bambini, la tolleranza zero, la sporcizia, il degrado, le nostre figlie violentate, "tenimm' paura", blah, blah e ancora blah.
La verità, nuda e cruda, è che si dà fuoco agli accampamenti dei Rom per fare spazio a una bella speculazione edilizia, in un intreccio fra politica locale, clan camorristici e sottoproletariato urbano che pure Pasolini sarebbe forse costretto a definire "bestie".
Intanto si rimette mano alle leggi razziali (una legge che colpisce specificatamente una singola, identificata etnia non può che chiamarsi "razziale") e si mandano gli inviati a catturare "colore locale": che sia chiaro: la signora che scandisce "Se avesse pigliato a mia figlia l'avess' accisa che mani mie", l'intervistatore che le regge il microfono, il cameraman che riprende e il responsabile che manda in onda lavorano tutti (più o meno consapevolmente) per lo stesso padrone.
E anche lo spettatore che guarda bevendosi tutto senza vergognarsi nemmeno un po'.