Due sciocchezzuole

La regola prima

La regola prima è lasciar perdere i bestseller (in verità esistono anche eccezioni: "La variante di Lunenberg", per esempio).

La regola seconda è lasciar perdere i bestseller che sono anche opera prima (in verità esistono anche eccezioni: "La variante di Lunenberg", per esempio).

La regola terza è lasciar perdere i libri che giudichi una inutile perdita di tempo già dopo le prime 20 pagine (niente eccezioni: è una regola sacra).

La quarta regola è lasciar perdere i libri i cui protagonisti si chiamano Mattia, Alice, Massimiliano, Cristina etc. (non che abbia qualcosa contro questi nomi, ma dovessi mai scrivere un romanzo, i miei protagonisti si chiamerebbero con nomi più "solidi": Vincenzo, Prospero, Egidio, Giuseppe, Antonia, Margherita...)

La quinta regola è fidarsi delle espressioni facciali del libraio: se storce il muso, desisti.

La sesta regola è: se mai dovessi leggere un bestseller, evita di parlarne in pubblico.

 (continua)

In vino veritas

Cose mie — Inviato da xarface @ 02:09

Il post di ieri è il risultato finale di una ricca cena in vasta compagnia, con abbondante consumo di vino (diciamo che stavo a malapena in piedi: la situazione più sconsigliata per scrivere qualsiasi cosa).

Tuttavia, mi trovo abbastanza d'accordo sulla sostanziale inutilità dei quotidiani: o l'ubriachezza non mi sottrae eccessivamente la lucidità oppure sono poco lucido anche quando non ho bevuto.



Cosa leggo dei giornali

Cose mie, Opinioni gratuite — Inviato da xarface @ 02:33

Quasi tutti i giorni compro il giornale. Di solito, Repubblica.

Facendo un calcolo spannometrico, di ogni giornale leggo meno del 10%.

Vediamo:

  1. Tutte le pagine dello sport manco le sfoglio.
  2. Salto il 90% delle pagine economiche (non ho interessi in borsa: o la notizia travalica i ristretti confini dell'economia/finanza per diventare notizia di interesse generale, o non mi interessa)
  3. Non guardo buona parte della cronaca (a parte certi trafiletti curiosi, di delitti più o meno efferati non me po' fregà de meno)
  4. Lascio perdere una discreta quantità di pagine di spettacolo: R. Carrà conduce un nuovo (?) varietà in tv? Esticazzi!
  5. Leggo le pagine di costume (cultura e società!) solo per qualche sghignazzata: le vacanze da single, le italiane che fanno le corna, la fuga dalle città, oggi va molto l'argomento "puttane" (sempre nella stessa declinazione)...
  6. Le pagine scientifiche assomigliano sempre più a "Strano ma vero" della Settimana Enigmistica: la scoperta dell'ormone che fa arrapare, il delfino androgino, il virus resistente a qualsiasi medicinale...
  7. Leggo, ma anche lì spesso solo per un sano sghignazzo, le pagine politiche.
  8. Leggo le dichiarazioni del papa, giusto per indignarmi per l'arroganza crescente di SS (sua santità).
  9. Leggo i boxini di Michele Serra e degli altri (tra cui Sebastiano Messina).
  10. Leggo opinioni (degli opinionisti, of course) e lettere dei lettori; ci sono opinionisti che salto senza neanche vedere di che parlano: certa gente non capisco cosa dica; ci sono lettori che scrivono per rettificare, smentire, etc.
  11. Leggo, grossomodo, le pagine locali (ma il più delle volte parlano di gente che non conosco e che tutto sommato non mi interessa conoscere).
  12. Guardo la pagina con la programmazione dei cinema (per capire che passa il convento)
  13. Non me ne fotte nulla delle previsioni meteorologiche: dovesse grandinare, lo vedo dal balcone, esco e metto la macchina al riparo.

Tirando brutalmente le somme, butto via un euro al giorno.

Probabilmente, gli unici motivi per cui compro il giornale è avere l'occasione di fare quattro passi (l'edicola è piuttosto lontana e i mestieri legati all'informatica sviluppano, per motivi ignoti ai più, una certa tendenza alla panza), dare un'occhiata ai fumetti caso mai fosse uscito un nuovo Tex disegnato da Josè Ortiz, mantenere un rapporto confidenziale col giornalaio e, chissà, darmi un'aria più interessante mentre prendo il caffè al bar.



Criminalità diffusa

Opinioni gratuite — Inviato da xarface @ 15:48

Tira una brutta aria, sì.

Là fuori e qui dentro, nella coscienza.

Coscienza divisa fra la paura e una sostanziale inadeguatezza (privata, ma anche collettiva) a fare un qualsiasi fronte contro il montante fascismo.

Un paese intero si è espresso, ha voluto questo, lo vuole tutti i giorni (se sono veri i sondaggi che confermano un crescente consenso all'opera del governo).

La tentazione di rifugiarsi in un mio privato Aventino (tanto, che posso fare?) di fronte a un Paese che non riconosco come amico (guardo le persone per strada e so che circa 2 su 3 sono d'accordo contro negri, ricchioni, zincari, comunisti, puttane, lavavetri, vucumprà, sindacati, centrisociali, comici)...

L'orrore di una simile scelta...

Sergio Messina parla di fascismo omeopatico. Sbaglia solo su una cifra.

 (continua)

'nd'u culu a Chrome!

Ok, anche io ho installato e provato Chrome (in una virtual machine con Xp).

Le impressioni? Niente di che (anche se è presto per dirlo: quando pubblicheranno visto che hanno già pubblicato il codice sorgente, magari fiorirà un incredibile sviluppo di fantastiche estensioni).

Cominciamo dal motore WebKit: non ci crederai, ma lo uso già da un bel pezzo. Su Linux, se vuoi, puoi installare Arora e/o Midori (ne avevo già parlato): entrambi usano WebKit, nessuno dei due adotta comportamenti loschi, entrambi sono veloci come e forse più di Chrome.

I più esigenti, poi, possono usare WebKit anche con Epiphany.

 (continua)

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