Facciamo il paio
Facciamo il paio con questa notizia: oggi su Repubblica (di carta) ho letto che la medesima Corte di Cassazione ha sancito che (scusami per il francesismo a cui forse non sei abituato) grattarsi i coglioni in pubblico è reato.
Un operaio di Como (del resto, chi altri se non un operaiaccio si gratta i maroni in pubblico) è stato condannato a 200 euro di multa più altri mille da dedicarsi alla cassa ammende (istituzione di cui prealtro ingoravo l'esistenza).
L'avvocato della difesa ha sostenuto che si trattava di porre rimedio a un fastidio provocato dal cavallo, ma nulla da fare.
Scrive la suprema Corte: "Il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".
Pare che il reato si consumi anche quando la grattata ha valenza apotropaica.
Aspetto con ansia pronunciamenti sulla grattata di culo, sulle dita nel naso al semaforo, sull'atto di girarsi per guardare il culo alle donne (eventualmente il fischio di ammirazione) eccetera.
Intanto trovo curioso che il termine "etico" venga scomodato per queste cose e non utilizzato per l'evasione fiscale, il parcheggio sui marciapiedi, la truffa e il borseggio.

Non per dire, ma se ti volti e mi guardi il culo sei legale, ma se mi fischi anche dietro, questa è già una molestia sessuale e potrei denunciarti. L. stia avvisata!
Inviato da Silvia — 28 Feb 2008, 11:32
simili sanzioni la dicono lunga sulla miserevole condizione di subumanità dell'italia contemporanea. il «complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali» con il beneplacito della cosiddetta Giustizia si mostra finalmente fuor di metafora nella sua spudorata esiziale essenza. e poi, privato è bello; pubblico è volgare; ma le palle prudono comunque. ad meliora.
Inviato da lorenzo — 07 Mar 2008, 19:22
@Silvia: anche grattarsi le palle era legale, finora...
@lorenzo: dalle piccole cose...
Inviato da xarface — 07 Mar 2008, 22:46
Dio mio, ecco cosa succede quando un confine di legge è vago...pubblica decenza? Su quali parametri oggettivi, please? Comune senso del pudore? Comune a me, al Papa e al Marchese de Sade? (:O)
Si arriva agli eccessi di cui sopra, che sarebbero a stento tollerati se si trattasse del primo grado...ma è la Cassazione! Ovviamente devo supporre che i giudici mai si siano grattati la', neanche per sistemarsi i pantaloni (:O)
Ogni tanto penso che ci sia chi pensa ad un'assoluzione come a qualcosa di disdicevole...
Ovviamente la gente continuerà a toccacciarsi abbondantemente le parti basse, ma l'importante è fissare dei limiti invalicabili...quanto più possibile rigidi, inapplicabili dunque lodati dai duri e puri. Quanta tristezza!
Inviato da Marco Bastianello — 14 Apr 2009, 22:24