A più di un anno di distanza, un mio vecchio post ha ricevuto un inaspettato commento a firma del protagonista principale del post stesso.
Si impone una qualche replica al sig. Roberto Jonghi Lavarini: e andiamo di lettera.
Gentile sig. Jonghi Lavarini,
nel suo intervento sono stato oltremodo infastidito dalla sua frase: "In questo spazio di discussione, a prescindere dai liberi quanto
discutibili giudizi politici personali, vengono dette e scritte
pochissime cose vere, molte cose inesatte e persino diverse infami
menzogne a dimostrazione della ignoranza (dal verbo ignorare) quando
non della vera e propria malafede tipica della estrema sinistra
comunista."
Il fastidio nasce dal fatto che non ho esposto alcun giudizio politico, ho detto una semplice cosa (che a Milano erano affissi manifesti elettoriali riconducibili alla sua persona e che tali manifesti, oltre che volgari, erano ridicoli, nel senso di "suscitatori di riso") che ho provveduto a documentare con apposita foto da me personalmente scattata.
Forse voleva intendere che ho mal interpretato la simbologia del manifesto e che i palloni si riferivano a una intrinseca sportività della sua persona?
O che il manifesto era abusivo, affisso da provocatori moscoviti per screditarla?
Puo' essere tuttavia che si riferisse, quando parla di infami menzogne, alla parte del post che parla di Pasquale Guaglianone. E' forse menzogna (oltreché infame) che Pasquale ha fatto parte dei NAR? I Nuclei Armati Rivoluzionari, si ricorda? Quelli di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, di Gilberto Cavallini.
Poi c'è la questione che lei, ignorante (nel senso che ignora la mia storia e le mie convinzioni politiche), mi attribuisce militanze nell'"estrema sinistra comunista": devo smentirla, purtroppo: sono un tranquillo signore di mezza età che non frequenta (nè ha mai frequentato) centri sociali, manifestazioni violente, gruppi eversivi e quanti altri lei voglia considerare "estrema sinistra comunista". Confesso solo di avere amici omosessuali, di vivere nel peccato fuori dal sacramento del matrimonio, di professare con convinzione un robusto antifascismo e, massima concessione al feminismo (che immagino lei associ alla "estrema sinistra comunista"), di collaborare abitualmente ai servizi domestici.
Se vuole dettagliare le "infami menzogne", mi sarà oltremodo gradito ammetterle (se ce ne sono) o ribatterle.
Poi lei ha ritenuto di scrivere un'altra frase piuttosto curiosa: "Invito tutti i lettori di questo blog a diffidare di quanto scritto e
contenuto nello stesso ed ad informarsi bene, prima di elaborare ed
esprimere giudizi avventati sull'argomento in discussione."
Mi farebbe piacere sapere con esattezza qual'è, a suo avviso, l'argomento in discussione: a me sembrava di aver scritto a proposito di un manifesto. Se sul suddetto manifesto ha delle informazioni che io non posseggo, ne faccia omaggio a me medesimo (ignorante quant'altri mai) e ai 14 lettori di queste povere pagine: ci eviteremo, tutti quanti, ulteriori "giudizi avventati".
In fede,
Francesco Abitante