Due sciocchezzuole

12 Feb, 2009

Realtà e rappresentazione

Cose mie, Opinioni gratuite — Inviato da xarface @ 01:23

Su Repubblica di carta di ieri (magari c'è anche online, non so) Edmondo Berselli scrive un bel pezzo in cui, tra l'altro, dice:

"E' come assistere a un colossale gioco di prestigio. L'universo di Eluana, il teatro di una tragedia umana infinita, lo spazio di uno scontro istituzionale e di un'aspra discussione civile, vengono fatti sparire. Voilà. La scatola della realtà viene sostituita dal format del Grande Fratello."

Vero. E deprecabile.

Il fatto è, però, a mio modestissimo avviso, che il pubblico abituale del Grande Fratello ha vissuto la vicenda di Eluana Englaro allo stesso modo in cui vive i "drammi" del reality.

Ho il fondato sospetto che esistano milioni di persone che non distinguono emotivamente il dramma reale dai cartoni animati, persone per cui qualsiasi immagine (che non sia in bianco e nero) passi per la tv viene assimilata a una rappresentazione del mondo per la quale vale la pena comunque di spendere un'emozione, una lacrima o un sorriso.

Che si tratti di un dramma reale o di una puntata di "Un posto al sole" è del tutto irrilevante: in entrambi i casi l'occhio scorre superficiale e distratto, lasciando non una qualche stratificazione di conoscenza e di consapevolezza, ma una impastricciata emozione posticcia.


Anche la morte, tritata nel linguaggio iconico e funzionale del reality, diventa rappresentazione di morte, in grado di "regalare" un fugace brivido, indistinguibile da analoghi sentimenti quotidianamente proposti e riproposti.

Qualsiasi vicenda, alla terza puntata di Porta a porta o di Matrix (o di una delle decine di trasmissioni che "rappresentano la realtà"), diventa un succedaneo dei reality.

Ho l'esperienza diretta (e non credo di essere l'unico) di decine di inviti su Facebook ad aggregarsi a decine di gruppi che, di riffa o di raffa, dedicavano un pensiero a Eluana. I pensieri espressi nella quasi totalità dei casi (sì, sono andato a vedere) erano sciapi SMS ("sarai sempre nei nostri cuori", "addio Eluana", etc) che invece tradiscono una sostanziale lontananza dal dramma, linguisticamente e sostanzialmente identici a quelli che le medesime persone mandano alle redazioni dei reality.

Oppure tradiscono evidentemente la sovrapposizione emotiva fra la realà e il reality: il dolore espresso è autentico, come è autentico quello per la cacciata del/della proprio/a beniamino/a dalla casa.

In entrambi i casi, la diretta di Fede da Udine o o di Vespa da non so dove non sono altro che sbiadite copie dell'originale, che infatti va in onda regolarmente e batte negli ascolti qualsiasi altra trasmissione.


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